Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna

Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna
Il Museo ha sede in palazzo Bruni Ciocchi detto della Dogana, uno dei più bei palazzi rinascimentali della città. L’edificio fu costruito per volere di Donato Bruni figlio del celebre umanista Leonardo (detto anche Leonardo aretino). Esso è stato in passato attribuito a Bernardo Rossellino, scultore e architetto rinascimentale attivo in Arezzo nel 1434 quando lavorò al palazzo della Fraternita dei Laici in Piazza Grande, ma gli studi più recenti non concordano con questa ipotesi. In seguito, il palazzo venne acquisito dalla famiglia Ciocchi dal Monte e poi, dal Seicento all’Ottocento, fu di proprietà dei conti Barbolani di Montauto. A partire dal 1816 l’edificio passò al Governo Toscano che lo adibì a deposito di vari generi e soprattutto di sale. E’ diventato sede museale dal secondo dopoguerra. Il Museo si sviluppa su tre piani e possiede anche un giardino pensile posto a livello del primo piano: nell’antica limonaia ha ora sede il laboratorio di restauro. Per l’importanza, la varietà e la ricchezza delle opere conservate il Museo di Arezzo si può considerare tra i più significativi della Toscana: la sua storia è strettamente connessa a quella della città e alle sue principali istituzioni civili e religiose. I due nuclei fondamentali che compongono le raccolte del museo appartengono infatti alla Fraternita dei Laici e al Comune di Arezzo e si sono composti da grazie opere provenienti dalle chiese e dai conventi soppressi e da raccolte d’arte di diversa origine e natura, riunite da collezionisti, eruditi ed artisti aretini.

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